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Psicologi IdO: L’amicizia trasforma l’adolescente anatroccolo in cigno

'Lontani ma Vicini': Aiutare i più fragili, il virus non è uno scudo alla socializzazione

L’adolescenza “è un momento prorompente in cui il bisogno di relazioni amicali è profondo. In questa fase le amicizie acquisiscono un ruolo primario” e proprio in quel luogo, nella reazione con l’altro, “i ragazzi vanno alla ricerca della propria identità tracciando la strada verso il futuro. Come nella storia del brutto anatroccolo, che nel suo girovagare solitario passa da un’esperienza all’altra, gli adolescenti sono alla ricerca del proprio Sé, del gruppo nel quale rispecchiarsi”. Ed è proprio grazie al “riconoscimento della propria famiglia psichica” che l’adolescente conquista “vitalità e senso di appartenenza”, finendo per “accettare i suoi limiti e apprezzare le proprie potenzialità, trasformandosi da brutto anatroccolo in cigno”. Parte da qui la riflessione del team ‘Lontani ma vicini’, l’equipe di psicologi e psicoterapeuti dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), che in occasione della giornata mondiale dell’amicizia illustra il valore e i cambiamenti, dovuti alla pandemia, dei rapporto amicali in adolescenza.    

L’amicizia in adolescenza può essere “un percorso complesso, soprattutto per chi è introverso, ma con perseveranza e resistenza alla fine si trova l’amico giusto- continuano citando la psicoanalista Pinkola Estès- l’amicizia sana ‘si riconosce perché rende la vita più forte e non più debole'”.

E proprio su questo, gli psicoterapeuti aggiungono che in quarantena “ognuno di noi ha perso qualcosa, e tutti ci siamo riscoperti più fragili. Tutto quel tempo a casa, però, è stata anche un’occasione per molti giovani di confrontarsi con se stessi e- rivelano- in realtà l’esperienza della solitudine non è stata necessariamente nemica dell’amicizia, anzi”. In taluni casi, in effetti, il lockdown ha permesso “di sviluppare una maggiore sensibilità nei confronti dell’altro- continuano- ci siamo scoperti tutti parte dello stesso pianeta, in qualche modo tutti connessi”. Si potrebbe quasi dire, secondo l’equipe, che con la pandemia “il concetto di amicizia si è allargato talvolta fino a ricomprendere anche quello di solidarietà e fratellanza”.

Non è un caso, infatti, che in quella difficile fase gli adolescenti si siano “inventati infiniti modi per restare vicini tra loro: video, incontri di gruppo online, challenge, aperitivi in chat, gare di solidarietà. Aiutare l’altro è stato spesso un modo per aiutare se stessi”. Anche a ‘Lontani ma Vicini’, ad esempio, lo spazio di ascolto online attivato da IdO e Diregiovani, nell’ambito della task force per le emergenze educative del ministero dell’Istruzione- illustrano gli esperti- abbiamo potuto raccogliere numerosi racconti di amicizie e, spesso, è accaduto che dopo aver avuto dei colloqui con un ragazzo, quest’ultimo chiedesse agli esperti se anche un amico avrebbe potuto accedere al servizio. Abbiamo visto coppie di amici farsi coraggio a vicenda, fino a trovare il modo per chiedere aiuto quando ne avevano più bisogno”.

Se quindi la chiusura forzata non è stata sempre negativa dal punto di vista delle relazioni amicali, certo è che, secondo gli psicologi, in questa fase si aprirà un’altra sfida: “Bisogna porre attenzione ai ragazzi più fragili, a coloro che socialmente già avevano difficoltà a trovare uno spazio- spiegano- Bisogna aiutarli e supportarli ancor più di prima, a non trincerarsi dietro la paura del virus per sottrarsi al compito fondamentale della socializzazione. Trovare amici con cui lasciarsi andare, essere autentici, non è semplice. Per questo i ragazzi più timidi o insicuri vanno supportarti nella loro ricerca e gli vanno offerti luoghi e possibilità di incontro sicuri”.

Sul fronte scuola, poi, anche per i più socievoli “rinunciare a viverla nella sua dimensione sociale è stato un grande sacrificio”. Secondo l’equipe di ‘Lontani ma Vicini’, però, sia giovani che adulti, da questa pandemia traggono senza dubbio un insegnamento: “Quanto la dimensione e la condivisione di ambienti, spazi ed esperienze che si vivono a scuola, aiutino non solo la crescita personale e affettiva ma anche l’attenzione, la motivazione e, dunque, l’apprendimento”. La speranza, per questo, è che i ragazzi “possano continuare a nutrirsi di buone relazioni- concludono- Non sappiamo se ci sarà un nuovo lockdown, quindi è importante cogliere il momento attuale in cui è possibile vedersi, stare insieme, frequentare parchi e luoghi pubblici dove è possibile incontrarsi, anche se a distanza”. Sempre consapevoli che “la forza dell’amicizia, del sentirsi un ‘noi’, uniti da fili invisibili ma reali”, può aiutarci “a trovare la strada per elaborare e affrontare la realtà e tutti i cambiamenti” che verranno.

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