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In Sicilia ‘Arribada’ continua, ecco il progetto autismo e marionette

Bello (psicoterapeuta): Con coronavirus dobbiamo reinventarci tutti

Roma, 23 aprile – Ormai l’Arribada non indica più soltanto lo ‘sbarco’ delle uova depositate dalle tartarughe sulle spiagge dell’India o della Costa Rica. Da qualche mese ‘Arribada’ è anche il nome di un progetto di arteterapia, con marionette e burattini, promosso in Sicilia dell’associazione L’Oasi di Torretta Onlus. Il progetto è partito ben prima che scoppiasse in Italia l’epidemia di Coronavirus. In aiuto alla Onlus di Campobello di Mazara è corso anche l’attore Ludovico Caldarera, che a Palermo ha creato un nucleo creativo sulle marionette e i burattini.

“A livello terapeutico le marionette e i burattini rappresentano degli oggetti transizionali. Utili per lavorare con i bambini autistici, ma non solo- racconta Paolo Pace, responsabile dell’Unità operativa di Psichiatria infantile dell’Asp di Castelvetrano- permettono di creare degli spazi transizionali dove il terapista (come primo burattino) si inserisce per intercettare le emozioni e la tipicità della sensorialità dei bambini autistici attraverso un lavoro di animazione”. Il neuropsichiatra ricorda in questo lavoro anche il contributo dell’arteterapeuta Barbara Sinacori, “che sa ben intercettare la sensorialità e l’emozione dei bambini, per condurli verso una sintonia, un aggancio sensoriale prima ed emotivo poi. Successivamente questo lavoro diventa “ancor più evolutivo, arrivando al livello cognitivo attraverso la creazione di una storia”.

Purtroppo, a causa del lockdown, “il progetto si è dovuto temporaneamente fermare”, afferma Vincenza Bello, psicoterapeuta della Onlus, che non è la prima volta che lavora con le marionette insieme all’arteterapeuta Sinacori. “Sappiamo quanto sia funzionale lavorare attraverso il burattino- continua Bello- diventa uno strumento di comunicazione elettivo, grazie alla sua semplicità ed efficacia espressiva. Permette al terapeuta di entrare in contatto con coloro che hanno difficoltà a interagire con l’esterno, o a vivere la loro emotività, o ancora sperimentano difficoltà ad avere tempi di attesa”. 

Il progetto è stato finanziato dalla presidenza dell’Associazione L’Oasi di Torretta e coinvolge un gruppo di bambini eterogeneo per età e patologie. “Sono bambini con problemi nello sviluppo neuro-comportamentale e psico-affettivo. Attraverso il burattino, la marionetta, il bambino può raggiungere una maggiore consapevolezza di sé, riesce a cogliere le analogie con la realtà e a migliorare la sua interazione con la realtà. C’è molta proiezione dei bambini nei burattini- sottolinea Vincenza Bello- Gallese ci spiega che il bambino, riconoscendo l’emozione provata dal burattino, sarà in grado di attivare nel proprio cervello quei neuroni che si attiverebbero provando quella stessa emozione. In questo modo possiamo comprendere che tipo di crescita ha un bambino quando partecipa a un progetto del genere”.

 Arribada in Sicilia non si ferma e “ma con il Coronavirus dobbiamo reinventarci- ricorda la psicoterapeuta- troveremo delle modalità, cercheremo di portare avanti il progetto e adegueremo le storie a questo vissuto di Coronavirus. I bambini che hanno preso parte al progetto continuiamo a sentirli telefonicamente- conclude- magari, quando avremo il via libera dal governo, organizzeremo dei gruppi più piccoli così da riuscire a portare avanti il lavoro nonostante il virus”.

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