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Il profilo psicomotorio nei bambini con disturbi dello spettro autistico: valutazioni cliniche e implicazioni per la terapia

Di Renzo M., Bianchi di Castelbianco F., Vanadia E., Racinaro L., Rea M., “The Psychomotor Profile in Children with Autistic Spectrum Disorders: Clinical Assessments and Implications for Therapy”, Autism – Open Access, 2017, 7, 3 (209), pp. 1-8.

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I disturbi dello spettro autistico esordiscono caratteristicamente nei primi tre anni di vita. Gli studi più recenti dimostrano quanto una individuazione e quindi un intervento precoce possano agire positivamente sull’outcome. Tuttavia spesso il limite maggiore delle terapie riabilitative (o ciò in cui le terapie più diffuse non ottengono buoni risultati) è costituito dalle difficoltà relazionali ed emozionali che, trovando la loro origine nelle prime interazioni che il bambino ha col mondo esterno, devono tener conto del primo canale esperienziale e comunicativo del nuovo nato: il corpo. Sebbene gli attuali protocolli di assestement diagnostico dei ASDs prevedano scale di sviluppo e di osservazione delle abilità psicomotorie, non esistono lavori mirati all’individuazione di uno o più profili caratteristici e ancora poca attenzione viene rivolta in termini terapeutici alla dimensione corporea. Nella presente ricerca abbiamo analizzato il profilo psicomotorio di 61 bambini con ASD ricercando anche eventuali correlazioni con la gravità della sintomatologia autistica ed il livello di sviluppo intellettivo espresso. I risultati indicano che i bambini con maggiore severità autistica faticano più degli altri nella gestione del proprio corpo, nell’organizzazione spaziale e attentiva, nell’organizzazione del gioco e dunque nel successivo accesso all’area simbolica, nei comportamenti motori, a partire dall’imitazione, e nella comunicazione, fin dalla modalità più arcaica costituita dal dialogo tonico. Quanto emerso, supportato dai risultati già pubblicati ed in costante aumento sull’efficacia di un intervento precoce di tipo evolutivo ad indirizzo corporeo-relazionale nei bambini con disturbi dello spettro autistico, sostiene la tesi che l’area psicomotoria dovrebbe rappresentare un elemento imprescindibile nelle terapie abilitative/riabilitative dell’infanzia ed in particolare dei ASD, ma per poter essere definita “psicomotricità” deve ripartire dal corpo e dalle esperienze, per poter rappresentare una solida base su cui edificare competenze cognitive e sociali.

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