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Coronavirus. L’emergenza stimola la creatività

Guarda il video di Riccardo Mondo: Questo contagio ci intrappola, aumentando a dismisura la nostalgia del contatto

“E’ un fatto nuovo. Mi ritrovo ad essere un virtuale ospite di case che non avrei mai visto, la scenografia del setting varia, incontro pazienti nelle cucine, nei salotti, nelle librerie, negli ammezzati e persino nelle cantine, ovunque fosse possibile realizzare spazi di intimità terapeutica. L’emergenza stimola la creatività”. A dirlo è Riccardo Mondo, analista junghiano e fondatore dell’Istituto mediterraneo di psicologia archetipica (Impa), che nella quarantena da Coronavirus supporta i suoi pazienti a a distanza.
“Il bisogno di continuare la cura della psiche rimane, proprio perchè questo virus ha invaso le nostre menti, in questo senso siamo tutti contagiati. E così ci siamo adattati a vedere sistematicamente online tutti nostri pazienti- sottolinea Mondo- ma c’è una novità nella pratica terapeutica ai tempi del covid. Questo contagio ci intrappola aumentando a dismisura la nostalgia del contatto. Così nelle nostre sedute condivise attraverso lo schermo ci scopriamo inaspettatamente più vicini, più solidali. Così capita che la seduta inizi con qualcuno che mi chiede come sto, come stanno i miei cari, c’è più tenerezza e c’è la possibilità di manifestarla”.
C’è quindi una stretta connessione tra sofferenza, necessità e creazione. “Continuiamo a rendere creativa la nostra vita psichica, non domani quando tutto sarà passato ma anche oggi, per non soffocare nel virus della paura. Non parliamo sottovoce delle nostre gioie di oggi, della riscoperta di un nuovo senso del tempo, rallentato, sospeso fluttuante. Oggi molte persone hanno ripreso a sognare, poiché nella frenesia di una vita vorticosa era impossibile farlo. I desideri accantonati e i vecchi album dei ricordi possono essere riaperti. Ci sentiamo sospesi?- domanda Mondo- Sfruttiamo questo tempo sospeso. La comunicazione rimane efficace malgrado le fluttuazioni di una linea sovraccarica, anche quando si perde qualche parola, il sentimento è sempre all’opera”. Malgrado tutte queste difficoltà “rimaniamo in contatto- conclude lo psicoterapeuta- non importa come, con lo smartphone, con il Pc o con semplici telefonate. E’ importante sapere di avere comunque colmato i vuoti”.

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