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	<title>Ansie sogni e paure Archivi - Istituto di Ortofonologia</title>
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	<description>Centro di diagnosi e riabilitazione dal 1970, accreditato con il SSN</description>
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	<title>Ansie sogni e paure Archivi - Istituto di Ortofonologia</title>
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		<title>Mi sento inadeguata e diversa da altri della mia età&#8230;</title>
		<link>https://www.ortofonologia.it/studiato-lavoro-inadeguata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Bianchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2022 10:46:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esperti OnLine]]></category>
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<p>Tempo fa vi avevo scritto per dirvi come spesso le situazioni “nuove” mi creino ansia e mi facciamo sentire non all’altezza. Il fatto di avere 25 anni e non aver mai lavorato, ma studiato e basta mi fa sempre un passo indietro rispetto agli altri, in un lavoro nuovo il non saper fare qualcosa so già che mi renderebbe ansiosa e impacciata…vorrei tanto non fosse così. Non avendo mai lavorato non so neanche come funzioni il mondo del lavoro, mi chiedo se sono l’unica ad essere in questa situazione o se a 25 anni dovrei sapere come funziona il tutto. Ad esempio dovrei essere iscritta come “disoccupata” al centro per l’impiego? E se così non fosse non potrei svolgere alcun lavoro? Che io ricordi non mi sono mai iscritta come disoccupata, ma se ad esempio volessi fare un semplicissimo lavoro prima di essere assunta il datore di lavoro deve accertarsi che io sia disoccupata e devi portargli una carta? Purtroppo non so nulla. A volte mi agito al pensiero che, iniziando a lavorare, mi chiedano dei documenti di cui io non so nulla e non saprei come rispondere in quei casi, risultando ignorante. Nella vita quotidiana sento tanti termini e io non so nemmeno cosa siano, proprio perché non ho mai lavorato. È normale o sono l’unica ad essere così? Mi sento inadeguata e diversa da altri della mia età. Penso di aver studiato inutilmente e pensare di voler fare ora, anche per provare, un normalissimo lavoro mi fa pensare ancora di più di aver studiato per nulla, scegliendo una facoltà umanistica che probabilmente non mi garantirà nulla…</p>
<p style="text-align: right;">Anonima</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><em>Cara Anonima,</em><br /><em>porti una riflessione importante, di come siamo spesso iperformati eppure ci sfugge un senso di concretezza e praticità. Abbiamo le info a portata di mani, con internet siamo connessi in tutto il mondo ma a volte c&#8217;è una grande confusione e si fatica anche a stare in relazione. </em><br /><em>Non devi sentirti sbagliata, ma accogliere questo tuo bisogno e provare a trovare le indicazioni che ti servono. Le tue riflessioni ti portano a confrontarti con la dimensione della responsabilità, dell&#8217;operatività.</em><br /><em>Ci sono dei centri Caf dove potrai chiedere delle informazioni tecniche e più dettagliate. Non necessariamente è obbligatorio essere iscritti al collocamento, molti lavori necessito del curriculum oppure sono correlati alla tipologia di contratto proposto (lavoro occasionale, partita iva, apprendistato, etc..).</em><br /><em>Ci si iscrive al collocamento in quanto si registra il tuo profilo che potrebbe essere ripescato qualora sia necessaria quella figura.</em><br /><em>Il riconoscimento dello stato di disoccupazione nel collocamento ordinario avviene a seguito della Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) al lavoro. La DID deve essere effettuata online. Possono presentare la DID le persone che sono prive di impiego e i lavoratori dipendenti che hanno ricevuto la comunicazione di licenziamento, già durante il periodo di preavviso. Non deve presentare la DID sul portale Anpal chi beneficia di una prestazione di sostegno al reddito, perché la presentazione all&#8217;Inps di una domanda di Naspi, di Dis-coll o di indennità di mobilità equivale ad aver reso la DID.</em><br /><em>L&#8217;utente dovrà successivamente recarsi presso il Centro Per l&#8217;Impiego (CIP) per la convalida della DID e la sottoscrizione del Patto di Servizio, entro i termini di legge.</em><br /><em>Non sentirti indietro, informarti è un tuo diritto e bisogna cominciare da qualcosa. I tuoi studi umanistici seguivano le tue inclinazioni, sono la base per costruire il tuo futuro, che può essere affiancato da strumenti più concreti e burocratici. Puoi confrontarti in famiglia, chiedere ad amici, recarti presso un CAF della tua zona che saprà darti delle indicazioni più precise rispetto ai tuoi bisogni.</em><br /><em>Speriamo di essere stati di aiuto.</em><br /><em>Un caro saluto!</em></p>
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		<title>Devo dare l&#8217;esame di pratica per la patente ma ho paura&#8230;</title>
		<link>https://www.ortofonologia.it/ansia-esame-patente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Bianchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jul 2022 10:23:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esperti OnLine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Salve mi chiamo Roberta, ho una domanda un po&#8217; dubbiosa, io a breve devo dare l&#8217;esame di pratica per il conseguimento della patente, e ho paura, ansia, i miei fratelli [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Salve mi chiamo Roberta, ho una domanda un po&#8217; dubbiosa, io a breve devo dare l&#8217;esame di pratica per il conseguimento della patente, e ho paura, ansia, i miei fratelli mi dicono che di solito all&#8217;esame non ti bocciano, cioè io non penso di andare maluccio, cioè magari con il parcheggio vado un po&#8217; maluccio però l&#8217;istruttore mi fa stare tranquilla che l&#8217;esaminatrice che c&#8217;è sabato e di cuore, posso stare tranquilla? Sono in ansia </p>
<p style="text-align: right;">Roberta</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><em>Cara Roberta,<br />vista la prima bocciatura avuta alle prove scritte, immaginiamo che di fronte ad una nuova valutazione si innalzi nuovamente la paura di sbagliare. Ma come hai sperimentato più volte l&#8217;ansia è sicuramente un fattore che induce agitazione, confusione e distrazione. Questo stato potrebbe dunque indurre a fare errori o ad essere disattenzioni. Non sempre è facile tenera a bada l&#8217;ansia, la paura di sbagliare prende spesso il sopravvento, ma cerca di prendere un grande respiro e di concentrarti su tutto ciò che hai imparato nella pratica. Non prenderlo come un esame ma come un pomeriggio di prova se questo ti aiuta ad abbassare i livelli di agitazione. Avere persone che sappiano metterti a tuo agio è sicuramente un fattore importante.</em><br /><em>Coraggio!</em><br /><em>Un caro saluto!</em></p>
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		<title>Anche se gli attacchi di panico sono finiti ho una costante paura di morire&#8230;</title>
		<link>https://www.ortofonologia.it/attacchi-panico-morte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Bianchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 May 2022 10:13:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esperti OnLine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Salve ho visto sul sito che ci sono diverse persone con domande ma non ho trovato la risposta adatta a meAllora sono una ragazza di 23 anni un mese fa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ortofonologia.it/attacchi-panico-morte/">Anche se gli attacchi di panico sono finiti ho una costante paura di morire&#8230;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ortofonologia.it">Istituto di Ortofonologia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Salve ho visto sul sito che ci sono diverse persone con domande ma non ho trovato la risposta adatta a me<br />Allora sono una ragazza di 23 anni un mese fa è venuto a mancare un caro amico di famiglia improvvisamente da allora dopo una cura pesante anticoncezionale ho avuto attacchi di panico e penso sempre alla morte<br />Sono andata 2 volte al pronto soccorso e lECG è uscito bene ma questa cosa non mi tranquillizza nonostante non abbia più attacchi di panico ho questa costante paura di morire di infarto lo penso ormai ogni secondo e mi immagino ogni cosa. Non so più cosa fare ho paura <img decoding="async" class="an1" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/14.0/1f97a/72.png" alt="????" width="18" height="18" data-emoji="????" aria-label="????" /></p>
<p style="text-align: right;">Ragazza, 23 anni</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><em>Cara Ragazza,</em><br /><em>l&#8217;evento che hai attraversato deve essere stato davvero devastante. Sono anni che attraversiamo questa angoscia di morte a livello individuale e collettivo. La pandemia ha smantellato ogni certezza e progettualità a volte relegandoci in una area di paura e di chiusura.<br />Leghi gli attacchi di panico alla cura anticoncezionale perchè probabilmente per te deve essere stato un momento emotivamente molto difficile da affrontare e sostenere. Magari avrà attivato molto fantasie e se ci pensiamo l&#8217;area della riproduttività è proprio quella che ha a che fare metaforicamente con la vita con la progettualità.</em><br /><em>La paura di morte è una minaccia continua alla vita, la paura che possa perdere te stessa o le cose che più ami da un momento all&#8217;altro. Ci si focalizza su ogni movimento interno del corpo per cercare di prevenire l&#8217;irreparabile.</em><br /><em>Controllare ogni cosa non si può ma puoi accogliere e conoscere la tua paura, in modo da poter attivare delle strategie per controllarla. Potrebbe essere utile ad esempio confrontarsi con uno Psicologo. Avere uno spazio neutro e libero da ogni giudizio o aspettativa può aiutarti a dare nuove forme di ascolto alle paure. Solo mettendo insieme i tuoi vissuti potrai attivare risorse più funzionali.</em><br /><em>Torna a scriverci su esperti@diregiovani.it se avessi bisogno di raccontarti ancora.</em><br /><em>Un caro saluto!</em></p>
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		<title>Mi faceva sentire apprezzata in un momento in cui mi sento più insicura&#8230;</title>
		<link>https://www.ortofonologia.it/fallita-relazione-insicura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Bianchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Apr 2022 08:07:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esperti OnLine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non so se la mia reazione sia esagerata o comprensibile, vorrei tanto saperlo. So solo che in questo momento ho come un nodo allo stomaco al solo pensiero e la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: justify;">Non so se la mia reazione sia esagerata o comprensibile, vorrei tanto saperlo. So solo che in questo momento ho come un nodo allo stomaco al solo pensiero e la verità è che, pur sapendo di avere un carattere forte, spessissimo ho momenti di estrema fragilità anch’io, so di essere forte, ma sono anche molto sensibile, forse a volte troppo. Da un paio di mesi ho iniziato a sentirmi con un ragazzo che nonostante io fin dal principio mi sia mostrata un po’ restia nei suoi confronti per l’impossibilità che c’era nel vedersi e perché boh, di base cerco sempre di prendere tutto molto alla leggera all’inizio, lui comunque si faceva sempre sentire e se magari ero io a non rispondergli, lui comunque mi ricercava il giorno dopo e in fin dei conti questo mi faceva solo che piacere. Probabilmente mi sentivo desiderata e il fatto che mi desse attenzioni mi faceva sentire forse non so, apprezzata in un momento in cui mi sento più insicura del mio solito…ultimamente è che come se non mi sentissi all’altezza, come se pensassi che gli altri possano pensare cose negative su di me, come se posso boh, essere vista come una sfigata, non so esattamente il perché ultimamente mi venissero questi pensieri…eppure comunque diversi ragazzi mi hanno contattata o speso parole carine per me, ma ultimamente mi sento un po’ giù e il fatto di sentirmici mi fa stare ancora più male emotivamente perché non è da me e vedermi così mi fatico troppo ad accettarlo. Il fatto che il ragazzo in questione qualche mese fa abbia iniziato a scrivermi, per poi iniziare a farlo in maniera più frequente, probabilmente ha fatto sì che mi abituassi all’idea di sentirlo, anche solo scherzarci, eppure nonostante mi chiedesse spesso “quando ci vediamo?” alla fine non concretizzava mai la cosa, che non è mai e dico mai arrivato al punto di avanzarmi realmente una richiesta concreta. Pur chiedendomelo spesso non ha mai detto “Allora, tale giorno allora ci troviamo”, MAI. Mi ha sempre solo chiesto “Ma quando ci vediamo?” Io gli rispondevo che avremmo potuto vederci quando voleva eppure non ci siamo mai realmente visti. Avendo valutato già la situazione mesi fa e avendo visto che appunto non so concretizzava mai nulla diciamo che ho un po’ lasciato perdere e ho preso le distanze, di fatto non ci siamo sentiti per diversi mesi, poi un giorno mi vide in un pub e da lì diciamo che è tornato a farsi sentire, quella sera mi ha anche offerto da bere spiazzandomi, mi ha anche scritto la sera stessa dicendo di non prendere impegni in settimana, ma comunque non ci vedevamo. Il suo era più un dirmi “Io sto andando in questo posto X con dei miei amici, tu sei da queste parti? Oppure vieni?” Onestamente in una situazione del genere non avrei saputo come comportarmi, probabilmente avrei preferito uscire da soli, quantomeno nella prima uscita. Non so se sbaglio&#8230;vorrei un suggerimento anche in questo…Nonostante tutto continuavamo comunque a sentirci, in maniera costante e questa volta a differenza della volta scorsa in cui probabilmente ero più lucida mi son fatta coinvolgere di più ed è come se realmente aspettassi che mi chiedesse di uscire. Forse aspettava che glielo chiedessi io? Questo non lo posso sapere, ma purtroppo sono molto orgogliosa e forse non lo facevo per questo o semplicemente perché preferivo lo facesse lui. Man mano abbiamo iniziato a sentirci sempre meno e dopo un po’ di conversazioni che non mi sapevano di nulla ho deciso di non rispondere più e da lì non si è più fatto sentire. La cosa che mi fa star più male adesso è che proprio ieri ho visto una storia, dopo due settimane che non ci sentiamo più, con una tipa in atteggiamenti molto affettuosi…ecco, aver visto quella storia credo abbia scatenato in me un misto tra delusione, ansia e forse anche rabbia. Mi sento ferita…e razionalmente parlando probabilmente sarà anche una reazione esagerata dato che in fin dei conti tra noi non ci è mai stato nulla, ma emotivamente parlando è realmente ciò che provo. Penso costantemente a quella storia e al fatto che forse mi son mostrata troppo rigida io nei suoi riguardi , non so se aspettava qualche passo da parte mia, ma soprattutto mi sento non altezza e sbagliata…avrei dovuto fare qualcosa in più? Ho sbagliato io o semplicemente se realmente avesse voluto m avrebbe esplicitamente chiesto di vederci? A volte mi rendo conto come il mio essere troppo orgogliosa mi porti a cercare di mostrarmi forte  agli altri e mascherare le mie debolezze e mostrarmi impassibile, ma la verità è che ci son rimasta così male..dopo che mi ero allontanata la prima volta ero riuscita a tenere tutto sotto controllo, ma quando siamo tornati a sentirci ho apprezzato tutte le attenzioni che mi dava e mi son fatta trasportare dalla situazione e dal fatto di sentirci ogni giorno. Mi son sentita apprezzata da qualcuno e meno insicura…ora invece dopo ieri mi è crollato tutto addosso e sento nuovamente di aver fallito. Sarà per il mio orgoglio? Vorrei solo non pensarci più in questi giorni e ritornare ad essere la me forte di sempre. Grazie e mi scuso per lo sfogo.</p>
<p style="text-align: right;">Mary</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><em>Cara Mary,</em><br /><em>ci sembra che tu stia facendo un errore di valutazione, l&#8217;essere dura non significa necessariamente essere forte, anzi, è come se dietro questa corazza si nascondesse proprio la tua fragilità. </em><br /><em>Da i tuoi racconti emerge che questo ragazzo più volte si sia esposto, scrivendoti costantemente, proponendoti di vedervi, dandoti degli appuntamenti, anche se non privati. A ben vedere tu cosa hai fatto per dargli adito di credere di essere corrisposto? Hai smesso di rispondergli, non ti sei presentata dove lui ti aveva proposto di vedervi. </em><br /><em>Nulla di sbagliata, per carità, ma prova anche a metterti nei suoi panni, forse gli sarebbe bastato un segnale da parte tua per esporsi di più. Ad ogni modo, non devi colpevolizzarti, probabilmente questo senso d&#8217;insicurezza e di inadeguatezza non ti ha permesso di spingerti oltre, forse non è il momento giusto. Piuttosto, cosa sta accadendo? Che periodo è?</em><br /><em>Facci sapere.</em><br /><em>Un caro saluto!</em></p>
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		<item>
		<title>Sarà difficile gestire le restrizioni di questo nuovo DCPM&#8230;</title>
		<link>https://www.ortofonologia.it/sara-difficile-gestire-le-restrizioni-di-questo-nuovo-dcpm/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[s.felici]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2020 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Salve esperti, sarà difficile gestire le restrizioni di questo nuovo DCPM. Già fino a qualche giorno fa, con la chiusura alle 23, noi ragazzi non sapevamo più che fare, dove [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ortofonologia.it/sara-difficile-gestire-le-restrizioni-di-questo-nuovo-dcpm/">Sarà difficile gestire le restrizioni di questo nuovo DCPM&#8230;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ortofonologia.it">Istituto di Ortofonologia</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Salve esperti, sarà difficile gestire le restrizioni di questo nuovo DCPM. Già fino a qualche giorno fa, con la chiusura alle 23, noi ragazzi non sapevamo più che fare, dove riunirci, dove trovare uno spazio di svago a questo periodo così complesso. Ora la chiusura è stata spostata alle 18. Io non sono negazionista, assolutamente è giusto prevenire però veramente è difficile per noi giovani. La socialità sembra un miraggio così come la possibilità di trovare nuove speranze. Sarà angosciante ritornare tra le quattro mura di casa. </p>
<p style="text-align: right;">Dajana 20 anni</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><em>Cara Dajana,<br /></em><em>grazie per averci scritto, a</em><em>ccogliamo il tuo sfogo e le perplessità dovute alle restrizioni del nuovo DPCM e comprendiamo perfettamente il tuo disappunto, ma sai bene che le regole indicate nel decreto hanno come obiettivo quello di contenere i contagi e cautelare la nostra salute. Più riusciamo ad attenerci alle regole più facilmente e in tempi, speriamo brevi, potremmo riprendere la nostra vita sociale.<br /></em><em>Detto ciò, per rendere meno angosciante la permanenza in casa inizia con lo </em><em>sfruttare al meglio il pomeriggio, fino alle 18,00 per trascorrere del tempo per stare all&#8217;aria aperta e incontrarti con i tuoi amici, rispettando sempre le regole del distanziamento e l&#8217;uso della mascherina.<br /></em><em>Il resto della giornata da trascorrere in casa, potresti organizzarlo coltivando degli interessi: dalla musica alla lettura, dal cinema all’attività fisica, studiando o approfondendo altre tue passioni. Potresti, ma questo probabilmente già lo fai, collegarti con i tuoi amici on line per condividere pensieri e stati d’animo, anche se a distanza; anche farti carico</em><em> di alcuni compiti nella gestione della casa può aiutare a creare una quotidianità rassicurante, alleggerendo anche il lavoro degli altri. Anche frequentare la cucina di casa può essere un modo divertente di passare il tempo, sperimentandosi nell’arte culinaria, così tanto di moda!<br /></em><em>Infine, un ultimo suggerimento che pensiamo possa essere utile è di sfruttare questo tempo che dovrai trascorrere  tra le mura domestiche per comunicare di più con i tuoi familiari e provare a condividere lo spazio di casa facendo delle cose insieme, anche divertendovi. </em><em>Vedrai che probabilmente, in questo modo, stare in casa sarà meno angosciante e magari scoprirai cose di te e della tua famiglia che non conoscevi! <br /></em><em>Se ti fa piacere scrivici ancora e facci sapere come va!<br /></em><em>Un caro saluto!</em><br /><br /></p>
<p> </p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ortofonologia.it/sara-difficile-gestire-le-restrizioni-di-questo-nuovo-dcpm/">Sarà difficile gestire le restrizioni di questo nuovo DCPM&#8230;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ortofonologia.it">Istituto di Ortofonologia</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ho l&#8217;ultimo esame prima della tesi e sono preoccupatissima.</title>
		<link>https://www.ortofonologia.it/ho-lultimo-esame-prima-della-tesi-e-sono-preoccupatissima/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[s.felici]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Oct 2020 23:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho l&#8217;ultimo esame prima della tesi, tra l&#8217;altro ho anche lo stesso professore della tesi e sono preoccupatissima. Paura che vada male e quindi non possa iniziare la specialistica perdendo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ortofonologia.it/ho-lultimo-esame-prima-della-tesi-e-sono-preoccupatissima/">Ho l&#8217;ultimo esame prima della tesi e sono preoccupatissima.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ortofonologia.it">Istituto di Ortofonologia</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: justify;">Ho l&#8217;ultimo esame prima della tesi, tra l&#8217;altro ho anche lo stesso professore della tesi e sono preoccupatissima. Paura che vada male e quindi non possa iniziare la specialistica perdendo così un anno, paura di deludere il professore. Ho fatto un programma serrato ma la mia concentrazione è inesistente. Non capisco è l&#8217;ultimo esame ho superato innumerevoli prove ed invece proprio ora non riesco a fare nulla. Avete delle strategie più efficaci da suggerirmi?</p>
<p style="text-align: right;">Elena, 22 anni</p>
<hr />
<p><em>Cara Elena, </em><br /><em>intanto è doveroso farti i complimenti per essere in dirittura d’arrivo, soprattutto in un momento così difficile in cui dobbiamo fare i conti con un’emergenza sanitaria che sta mettendo a dura prova i nostri equilibri e le nostre certezze. Ci scrivi che devi fare l’ultimo esame con il professore con cui stai preparando la tesi e che sei molto preoccupata. Chi non lo sarebbe?  Gli esami, di qualunque tipo siano, creano sempre ansia e generano la paura di non farcela, da una parte, e del giudizio degli altri, dall’altra. Nel tuo caso la paura di non mostrarti preparata proprio agli occhi del professore che è anche il tuo relatore. Proviamo però a considerare la situazione come un’opportunità per te in quanto sicuramente il professore potrà apprezzare che tu abbia scelto la sua materia per la tesi, mostrando interesse ad approfondirla. Questo è un punto a tuo favore.</em><br /><em>Continui la mail dicendo che hai perso la concentrazione, che non riesci a fare nulla e questo potrebbe essere dovuto proprio all’ansia che stai provando. In genere capita a molti di provare paura e ansia prima di giungere al traguardo, proprio perché la parte finale di un percorso è quella che si porta dietro la stanchezza, l’impegno e i sacrifici che hanno accompagnato, nel tuo caso, tutti gli anni dell’università, ma anche le incertezze legate al futuro.</em><br /><em>Quello che possiamo suggerirti è di provare a rendere meno serrato il tuo programma, concedendoti dei momenti di pausa in cui fare qualcosa di piacevole e che ti faccia rilassare. Esci di casa per stare un po&#8217; all’aria aperta, fai una passeggiata, ecc. e vedrai che ritroverai quell’equilibrio nello studio che è stato, fino ad ora, funzionale al tuo percorso.</em></p>
<p><em>In bocca al lupo per l’esame e per la tesi! Se ti va torna a scrivere per farci sapere come procedono le cose.</em></p>
<p><em>Un caro saluto!</em><br /><em>L&#8217;equipe degli esperti</em></p>
<p> </p>
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		<title>Con le restrizioni nuove, noi ragazzi non sappiamo più dove riunirci&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2020 23:00:00 +0000</pubDate>
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<p> Salve esperti, sarà difficile gestire le restrizioni di questo nuovo DCPM. Già fino a qualche giorno fa, con la chiusura alle 23, noi ragazzi non sapevamo più che fare, dove riunirci, dove trovare uno spazio di svago a questo periodo così complesso. Ora la chiusura è stata spostata alle 18. Io non sono negazionista, assolutamente è giusto prevenire però veramente è difficile per noi giovani. La socialità sembra un miraggio così come la possibilità di trovare nuove speranze. Sarà angosciante ritornare tra le quattro mura di casa. </p>
<p style="text-align: right;">Dajana 20 anni</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><em>Cara Dajana,</em><br /><em>ti ringraziamo per averci scritto ed aver condiviso con noi i tuoi pensieri. Comprendiamo il tuo disappunto di fronte a questa situazione. Questo sentimento è quello che sta caratterizzando gran parte dei giovani e non solo in questi giorni a seguito del nuovo DPCM. Purtroppo affinchè la curva dei contagi cali sembra essere necessario adottare misure più restrittive. Se ognuno di noi mettesse in atto comportamenti responsabili probabilmente le misure cautelative torneranno ad essere più flessibili. </em><br /><em>Questa pandemia ha stravolto completamente l&#8217;area della socialità e forse ora potrebbe essere importante ragionare su quali alternative poter adottare piuttosto che focalizzarsi unicamente sul concetto di perdita. Questo perchè magari approcciarsi con una maggiore serenità permetterà di riflettere e intravedere soluzioni creative piuttosto che unicamente delle restrizioni. Magari cambieranno gli orari o i luoghi di incontro, ma sicuramente non cambierà il legame che hai con questi amici. Il fatto che questo trauma abbia investito l&#8217;intera collettività permette di poter condividere e comunicare meglio il proprio vissuto e di sentirsi anche meno soli.</em><br /><em>Cerca di ritagliarti momenti differenti della giornata per poter condividere con loro momenti di svago rispettando ovviamente tutte le misure preventive. Vedrai che passerà presto anche quest&#8217;ultima &#8220;sfida&#8221; a cui siamo stati chiamati a rispondere.</em><br /><em>Un caro saluto!</em></p>
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<p style="text-align: left;">  </p>
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		<title>Ho l&#8217;ultimo esame prima della tesi, e sono preoccupatissima&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2020 23:00:00 +0000</pubDate>
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<p>Ho l&#8217;ultimo esame prima della tesi, tra l&#8217;altro ho anche lo stesso professore della tesi e sono preoccupatissima. Paura che vada male e quindi non possa iniziare la specialistica perdendo così un anno, paura di deludere il professore. HO fatto un programma serrato ma la mia concentrazione è inesistente. Non capisco è l&#8217;ultimo esame ho superato innumerevoli prove ed invece proprio ora non riesco a fare nulla. Avete delle strategie più efficaci da suggerirmi?</p>
<p style="text-align: right;">Elena, 22 anni</p>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><em>Cara Elena,</em><br /><em>la preoccupazione che ti accompagna nel sostenere quest’ultimo esame sembrerebbe in qualche modo ostacolare la tua concentrazione e non ti rende sicura di quelli che saranno i prossimi sviluppi.  Forse le aspettative che hai sulla laurea e sul modo in cui ti percepisce il tuo relatore sono così elevate da impedirti di vedere con lucidità quello che stai già facendo e potrebbero generare il timore di deluderlo o di deludere te stessa.</em><br /><em>In prossimità della laurea ci sembra motivato avere un certo livello di ansia e tensione ma sarebbe importante non perdere di vista il proprio obiettivo e restare in contatto con sé stessi, sia a livello mentale che a livello corporeo. Inoltre il momento storico che stiamo vivendo potrebbe contribuire nel far crescere ansie e preoccupazioni, alimentando pensieri ed emozioni negative. </em><br /><em>Da quello che ci racconti sembrerebbe che hai già adottato delle strategie ed un programma serrato, forse potresti provare ad alternare ai momenti di studio dei momenti di ristoro in cui riprendi fiato, respiri che ti facciano recuperare energia; probabilmente stare solo sullo studio potrebbe generare un corto circuito in cui perdi la concentrazione. </em><br /><em>Prova a ritagliarti dei momenti della giornata per fare qualcosa che ti piace o per fare una semplice passeggiata, per poi ritornare sullo studio, adottando quei metodi che sono stati per te sempre efficaci e ti hanno permesso di superare innumerevoli prove. </em><br /><em>Siamo sicuri che anche stavolta potrai farcela. </em><br /><em>Un caro saluto! </em></p>
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		<title>Fermare nuovamente lo sport per i bambini sarà una grande sconfitta&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2020 23:00:00 +0000</pubDate>
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<p> Buongiorno, come mamma lavoratrice opero all&#8217;interno di una scuola elementare e posso &#8220;toccare&#8221; con mano la situazione che vivono i miei figli in questo momento particolare.<br />Fermare nuovamente lo sport per loro sarà una grande sconfitta. Illuderli di &#8220;un andrà tutto bene&#8221; e poi dover dire loro che non sarà così..<br />Capisco e vedo che i bambini hanno grandi risorse ma tutto ciò cosa lascerà in loro e in noi?<br />Non nego che sto per un avere un crollo io, la mamma.<br />Mi sento in una gabbia<br />Mi sento che oltre al dovere, non esiste un piacere.<br />Il mio piacere ce l&#8217;ho in casa ma le relazioni nella mia vita sono sempre state importanti ed ancora più importante è per me manifestare il volersi bene con il contatto fisico.<br />Grazie per qualsiasi spunto o suggerimento costruttivo. È doveroso che oltre agli STOP siano messi in atto   azioni di sostegno psicologico gratuite a tutte le persone in maniera capillare.  </p>
<p style="text-align: right;">Mamma</p>
<hr />
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em>Cara Mamma, </em><br /><em>comprendiamo quanto in questo momento tu possa sentirti doppiamente testimone dei sacrifici e delle privazioni a cui i bambini sono sottoposti. Come tu stessa sottolineavi è fondamentale riflettere non solo sui doveri ma anche interrogarsi sull&#8217;area del piacere, del movimento e dei momenti di svago dei bambini. Sembra che in questa allerta costante vengano meno i diritti fondamentali dell’infanzia, come il diritto al gioco e alla spontaneità. <br />Dal tuo racconto arriva un forte senso di impotenza, frustrazione e di privazione al contatto che vivi su un duplice piano sia lavorativo che personale. Questa fase di contenimento del virus lascerà sicuramente delle tracce nella collettività, portando probabilmente anche grandi cambiamenti. Ma non bisogna vederli solo in chiave negativa, potrebbero essere una occasione per trasformare i limiti in nuove opportunità.<br />In questo momento è importante restituire soprattutto ai bambini il significato di ciò che accade. Solo avendo più elementi a disposizione potranno, infatti, trovare gli strumenti giusti per arginare le loro paure.<br />Sentirsi in gabbia, deprivati dal poter manifestare e ricevere affetto e non sapere quando tutto questo finirà sono sensazioni comuni a grandi e bambini. La condivisione ci sembra essere quella area necessaria per sentirsi meno soli e per attivare, soprattutto tra nuovi adulti importanti riflessioni.  <br />Siamo concordi sulla necessità di una rete di sostegno psicologico capillare, che faccia sentir le persone non abbandonate, ma accolte nell’incertezza, nei dubbi e nelle fragilità che questa pandemia sta smuovendo. Non sappiamo da dove ci scrivi, ma a tal proposito possiamo ricordarti che esistono sul territorio varie iniziative di sostegno psicologico a titolo gratuito o tariffe sociali, sia presso i servizi sanitari che con enti privati.  <br />Il momento che stiamo attraversando è obiettivamente difficile e può accadere di avere un crollo, per questo è importante chiedere aiuto, per riuscire a ritrovare la bussola e affrontare il tutto ritrovando un fondo di energia e di speranza. </em><br /><em>Noi siamo qui, se avrai bisogno di scriverci nuovamente ti aspettiamo. </em><br /><em>Un caro saluto! </em></p>
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		<title>Faccio sempre lo stesso sogno, sono rinchiusa in sarcofago antico&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[s.felici]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2020 23:00:00 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ortofonologia.it/faccio-sempre-lo-stesso-sogno-sono-rinchiusa-in-sarcofago-antico/">Faccio sempre lo stesso sogno, sono rinchiusa in sarcofago antico&#8230;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ortofonologia.it">Istituto di Ortofonologia</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Salve esperti, faccio sempre lo stesso sogno nelle ultime notti, sono rinchiusa in una specie di sarcofago antico, non so come ci sono finita lì dentro, non sento rumori ma non riesco ad uscire, sembra tutto sigillato, e io ad un tratto non riesco più a respirare, il battito è sempre più veloce e temo di non farcela. E&#8217; una sensazione che mi porto dietro anche durante tutta la giornata eppure non ho mai sofferto di attacchi di panico.</p>
<p style="text-align: right;">  Anonima</p>
<hr />
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><em>Cara Anonima, </em><br /><em>l’esplorazione di un sogno e la comprensione del suo relativo significato andrebbero fatti all’interno di un percorso di psicoterapia in cui il terapeuta conosce bene il sognatore ed il momento della vita che sta attraversando; pertanto a partire da quello che ci racconti, possiamo avanzare soltanto delle ipotesi. </em><br /><em>Indubbiamente il sogno, proprio perché durante la notte, le difese psichiche tendono ad abbassarsi, ci rivela aspetti significativi della nostra vita che probabilmente resterebbero latenti o che non avrebbero occasione di essere approfonditi nel quotidiano. <br /></em><em>Ci racconti di trovarti in un sarcofago, di non sentire rumori attorno a te, di aver difficoltà a respirare e di sentire il battito accelerato. C’è qualcosa in questo momento che ti fa sentire bloccata, che ti toglie il respiro e la tranquillità di poter agire liberamente? Qualcosa improvvisamente è cambiato nella tua quotidianità e senti di subirne le conseguenze?&#8230;</em><br /><em>Probabilmente anche il momento storico difficile che stiamo attraversando potrebbe farci sentire impotenti, soffocati da tristi vicende che sembrano incontrollabili e che quindi generano ansia e paura di non uscirne salvi.  Allo stesso tempo questa immobilità ci ho portato anche a fare i conti con qualche vissuto antico e irrisolto, qualche emozione seppellita nel tempo e che di fronte a traumi collettivi importanti come la pandemia prendono forma.</em><br /><em>Talvolta anche se di giorno manteniamo il nostro equilibrio, se qualcosa inconsciamente ci angoscia possiamo andare incontro a periodi di agitazione e maggiore inquietudine notturna e diurna. </em><br /><em>Prova a stabilire se questi temi sono più o meno coerenti con il tuo stato d’animo e il periodo che stai vivendo, in tal caso puoi farli tuoi e approfondirli stando maggiormente in contatto con te stessa e le tue emozioni. </em><br /><em>Speriamo di esserti stati di aiuto. </em><br /><em>Un caro saluto! </em></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.ortofonologia.it/faccio-sempre-lo-stesso-sogno-sono-rinchiusa-in-sarcofago-antico/">Faccio sempre lo stesso sogno, sono rinchiusa in sarcofago antico&#8230;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.ortofonologia.it">Istituto di Ortofonologia</a>.</p>
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