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Scuola. IdO: Per i bimbi autistici il ritorno in classe è stato bello ma complesso

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“Affettività e relazione sono ciò che è mancato di più nei mesi della chiusura forzata della scuola a bambini e ragazzi, soprattutto quelli che hanno disturbi dello spettro autistico”. Lo sottolinea Rosaria Ferrara, presidente dell’associazione Osservatorio italiano studio e monitoraggio autismo (Oisma) e relatrice nella prima delle due giornate pre-congressuali dell’IdO, in programma oggi e domani, 25 ottobre, in versione telematica.

 Mentre in questi giorni si dibatte su un eventuale nuovo ricorso, anche parziale, alla didattica a distanza per alleggerire le scuole e i trasporti pubblici, Rosaria Ferrara ricorda che la scuola è “importante per tutti i minori e per tutte le figure che ruotano intorno a questo mondo. Ma lo è ancora di più per i bambini e ragazzi che fanno parte dello spettro autistico, perché per loro la scuola è un ambiente in cui consolidare gli apprendimenti ma anche la socialità e la socializzazione”. Proprio per questo, aggiunge la presidente di Oisma, nel corso delle riunioni sull’organizzazione della riapertura, “è stata sottolineata la necessità di una frequenza assidua di questi ragazzi che sarebbero penalizzati più di altri dalla didattica a distanza”. Una frequenza che le norme di prevenzione non rendono più difficoltosa per questi alunni perché, tiene a sottolineare Rosaria Ferrara, “le regole e l’autismo vanno a braccetto, nessuno è bravo a rispettare le norme di prevenzione quanto i bambini autistici”.

Lo stop alle lezioni ha rappresentato un problema anche da un altro punto di vista, spiega la presidente di Oisma, “nell’aver isolato di più le famiglie e nel venire meno di contesti importanti anche per la diagnosi e la presa in carico precoci di bambini con spettro autistico, come gli asili nido”.

Nonostante le molte regole e i profondi cambiamenti che la scuola ha dovuto subire per poter ripartire in sicurezza, “sta reggendo questa prova con grande coraggio e maggior organizzazione di quanto ci si aspettava- constata Ferrara- C’è voglia di far rivivere l’ambiente scuola da parte dei dirigenti scolastici e dei docenti”. In Campania, spiega Ferrara a questo proposito, “è in corso una sperimentazione che consente ai ragazzi con disabilità di andare a scuola con continuità”.

Per documentare l’attaccamento alla scuola dei bambini e dei ragazzi, con o senza disturbi dello spettro autistico, durante il lockdown l’associazione ha realizzato un video in cui i piccoli protagonisti hanno testimoniato quanto sia mancata loro la scuola e cosa gli sia mancato di più della loro quotidianità in classe. Il video è stato proiettato durante il convegno ed è stato accompagnato anche dalla lettura di un manifesto, scritto da due ragazzi di Oisma, un appello ai dirigenti scolastici  per tenere aperte le scuole.

L’Osservatorio italiano studio e monitoraggio autismo segue circa 40 famiglie con figli di tutte le età, dai 18 mesi ai 25-30 anni, e opera nel Lazio e in Campania. I laboratori che organizza non si sono fermati neanche con la pandemia, spiega la presidente: “Garantiamo ancora in presenza quello di cucina, che si svolge in ambienti molto grandi che ci consentono così di lasciare pasticciare i ragazzi in sicurezza. Ci sono poi i nostri laboratori classici, quello di lettura ‘Il giardino dei libri’, quelli di teatro e di fumetto. Infine- annuncia Ferrara- quest’anno inauguriamo un nuovo laboratorio dedicato ai manga, agli anime e alla cultura giapponese. Tutte attività- sottolinea in conclusione- che nascono dalle passioni dei nostri bambini e ragazzi”.

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