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Scuola. Castelbianco: Sostenere i docenti, il rientro è possibile grazie a loro

Il direttore dell’IdO: Maggior attenzione degli insegnanti aumenta il senso di protezione dei ragazzi

“Questa mattina c’era grande curiosità su come sarebbe stato il ritorno a scuola dei bambini e dei ragazzi. Loro erano visibilmente emozionati e impazienti di scoprire come sarà la scuola con le nuove regole e gli spazi riorganizzati. Vorrei porre però  l’accento su quanto e come stanno lavorando i docenti, perché la possibilità di tornare sui banchi, le lezioni, l’apprendimento, la socializzazione, dipendono solo dagli insegnanti. Se i bambini hanno grande resilienza e capacità di adattarsi, ora noi dobbiamo evitare più possibile le critiche, sostenendo e supportando i docenti”. A dirlo è Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), intervistato da Sky Tg24 riguardo al primo giorno di scuola e al ritorno in classe dei bambini e ragazzi italiani.

“Più i docenti saranno messi a proprio agio, più saranno sostenuti e supportati- ribadisce Bianchi- più saranno in grado di accogliere gli studenti e favorire il superamento di un momento difficile”. Inoltre, ricorda lo psicologo, i medici hanno ormai acquisito molte conoscenze riguardo al virus e sono stati approntati protocolli precisi e specifici per gestire eventuali casi di Covid nelle scuole. “Quindi- sottolinea- abbiamo tanti buoni elementi per dire che l’anno scolastico possa andare a buon fine, sotto ogni aspetto”.

Quanto al ritorno alla socialità per i bambini e i ragazzi, lo psicoterapeuta sottolinea che in realtà non sia stato brusco. “La fortuna è che c’è stata l’estate di mezzo, che ha portato dal lockdown a una nuova socializzazione, a volte anche esagerata. I ragazzi hanno vissuto quindi questa fase di transizione- continua Castelbianco- perché non sono rientrati in classe direttamente dopo il lockdown. E questo periodo ha consentito anche agli adulti di prepararsi”. La grande differenza rispetto alla vita scolastica passata è che “i docenti dovranno essere molto più attenti, tenere gli occhi ancora più aperti di prima. E questo, a detta di alcuni ragazzi, li fa sentire protetti, tanto da sperare che la maggiore attenzione degli insegnanti li metta al riparo pure da eventuali episodi di bullismo”.

Affinché la ripresa delle attività scolastiche sia positiva e serena per tutti, c’è bisogno di grande collaborazione, chiarisce Castelbianco. “Il medico a scuola servirà soprattutto in autunno, quando i sintomi influenzali creeranno un po’ di panico. Gli psicologi dovranno preoccuparsi di aiutare docenti, genitori e ragazzi a tenere a bada l’ansia. Tutti insieme dovremo dare sostegno agli insegnanti, perché così- ribadisce- portiamo a casa l’anno scolastico”.

Quanto al ruolo dei pediatri nel gestire eventuali casi di Coronavirus nelle scuole, Giuseppe Banderali, primario e direttore di Neonatologia e Pediatria dell’Ospedale San Paolo di Milano, chiarisce che “i pediatri devono essere a disposizione dei genitori, ma non hanno un pulsante per dire ‘Covid sì-Covid no’. Questo virus ha sintomi molto specifici e per andare avanti ci sarà bisogno di strumenti diagnostici precisi”. Sostenendo la tesi del direttore dell’IdO, anche il pediatra invita alla collaborazione da parte di tutti.

 

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