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Scuola. Castelbianco: L’esperienza della Dad dimostra grande vitalità pedagogica

Il direttore dell’ IdO ai docenti: A settembre siate pazienti, dovrete affrontare le conseguenze dei conflitti familiari
Presentati i risultati dell’indagine 'Bambini e adolescenti al tempo del Coronavirus: presente e futuro'

“La scuola ha dimostrato grande vitalità pedagogica e questo significa che ciò che è stato prima non può essere riproposto. Dunque è sempre importante ascoltare i ragazzi che hanno idee lucide e mirate. E ai docenti dico: a settembre siate pazienti, dovrete affrontare le conseguenze dei conflitti familiari che si sono registrati in tutto questo periodo”. A sottolinearlo è Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), intervenendo all’incontro online di presentazione alla comunità scolastica ligure dei risultati dell’indagine ‘Bambini e adolescenti al tempo del coronavirus: presente e futuro’ insieme a Ilaria Cavo, assessora alla Comunicazione, Formazione, Politiche Giovanili e Culturali della Regione Liguria, Maria Fontana, dell’ufficio servizi educativi di Palazzo Ducale, Alessandro Clavarino, dirigente dell’ufficio scolastico di Savona, e Ettore Acerra, direttore dell’ufficio scolastico regionale della Liguria. La ricerca è stata promossa dalla direzione generale dell’ufficio scolastico regionale della Liguria e dall’ufficio Servizi Educativi di Palazzo Ducale e l’ IdO ha fornito una consulenza nell’elaborazione e nell’analisi degli oltre 2000 questionari compilati dai ragazzi liguri.

“Attraverso le risposte abbiamo potuto cogliere la percezione di questo momento storico segnato dall’emergenza sanitaria legata al Covid-19, i timori dei ragazzi, le loro sensazioni e le loro attese. Grazie alla preziosa collaborazione dell’Istituto di Ortofonologia è stato possibile non solo procedere ad un’attenta analisi dei dati, ma anche considerare possibili diverse chiavi di lettura e operare un confronto a livello nazionale”, spiega Maria Fontana nel corso della presentazione.

I risultati dell’indagine hanno messo in evidenza come il 70% dei rispondenti sia soddisfatto della Dad e l’80% abbia sentito la mancanza della scuole e chieda, al ritorno sui banchi, più laboratori e attività pratiche.

“La domanda sulla didattica futura è il fulcro di tutto- continua Castelbianco che, durante il periodo del lockdown, con IdO e agenzia Dire ha messo a punto programmi di sostegno e task force per le scuole e per le famiglie con figli disabili in collaborazione col Ministero dell’Istruzione- Con il Coronavirus è come se fosse crollato il muro di Berlino. I docenti sono stati bravissimi a cimentarsi in un continuo collegamento perché nessuno fosse eslcuso e questa è la prima cosa bella. La seconda è che molti di loro hanno fatto corsi e dimostrato di essere affamati di conoscenza per imparare a comunicare meglio coi ragazzi. Questa ricerca su come comunicare non era fatta così intensamente prima. Altra cosa importante- prosegue Castelbianco- i ragazzi a casa hanno imparato a usare le mani, non solo per i videogiochi o i libri ma anche per le attività che si possono fare sui portali e con la tecnologia. E poi quanti ragazzi si sono cimentati nella cucina riproponendo i piatti regionali: la cucina è cultura, è conoscenza della terra, è trasformazione, è soddisfazione. Ecco allora- si rivolge ai decisori della scuola- il prossimo anno scolastico sarà necessario intervallare attività di studio, di ricerca, di manipolazione. Se i ragazzi tornano e trovano la stessa scuola di prima noi ci perdiamo la creatività che hanno scoperto”.

Lo psicoterapeuta ha poi voluto commentare le immagini che ritraggono “assembramenti giovanili nelle strade: non credeteci, la verità è che i ragazzi non escono come prima”. Niente movida ma sindrome della capanna, secondo il direttore dell’IdO che, con gli sportelli d’ascolto online, raggiungono 150mila studenti e picchi di 5000 contatti al giorno: “Da anni con le nostre ricerche documentiamo che i giovani hanno difficoltà nelle relazioni. Quello che pongo è un problema nazionale di mancanza di sicurezza e riguarda il tasso di violenza e di aggressività nei rapporti tra pari. Un fenomeno che, specie tra maschi, è sempre più diffuso. Ecco che quindi, nell’immaginare la didattica del futuro, dobbiamo interrogarci anche su questo aspetto”

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