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L’unica cosa che ho voglia di fare è restare in camera mia a giocare…

Ciao, volevo un vostro parere. Sono sempre stato una persona molto chiusa e che faceva fatica a socializzare, ma adesso la situazione è precipitata. Da settembre non riesco più a tornare a scuola, l’unica cosa che ho voglia di fare è restare in camera mia a giocare con i videogiochi che lo ammetto sono la mia unica passione. Non credo di essere una specie di quei nerd giapponesi come dice mio fratello, ma è proprio che ho paura di uscire di casa e soprattutto non ho nessuna voglia di andare a scuola. Io sto bene a casa ma adesso ho paura che questa sensazione di disagio non passerà più e mi sono accorto che mia madre sta soffrendo molto per il mio comportamento, litiga con papà che vorrebbe letteralmente uccidermi e con mio fratello non ho più un rapporto, anche lui credo che mi odi. A volte vorrei non dover uscire nemmeno dalla camera per andare a pranzo o a cena con loro, ma mi obbligano a farlo. Secondo voi ho un problema o qualcosa che non va?

Anonimo


Caro Anonimo,
ci arriva la tua preoccupazione rispetto ad un momento di chiusura e disagio che stai attraversando, al punto di non voler più andare a scuola. 
Probabilmente l’arrivo della pandemia ha accentuato una tendenza che già c’era dentro di te, quella della solitudine e dell’isolamento, passando la maggior parte del tuo tempo nella tua stanza con i videogiochi. 
Comprendiamo anche come tutto questo possa generare forte apprensione e frustrazione nei tuoi genitori, che probabilmente non sanno come aiutarti, da una parte tua mamma fortemente preoccupata e dall’altra tuo papà e tuo fratello che non condividono questo comportamento e non sanno come avvicinarsi a te. 
Devi sapere che quello che sta succedendo a te può capitare a molti adolescenti, soprattutto ai caratteri più introversi, che scelgono di rifugiarsi in camera spontaneamente per allontanarsi il più possibile dal mondo esterno e dalle pressioni sociali e le richieste di performance che vi possono essere, come quelle involontariamente create dalla scuola o dai genitori. Recentemente è accaduto qualcosa che ti ha turbato e ti ha portato ad una sempre più estrema chiusura?…
Probabilmente sarebbe importante affrontare questo disagio insieme alla tua famiglia, parlarne liberamente con i tuoi genitori e non tenere dentro di te questi dubbi; forse potresti cominciare a confrontarti con l’adulto che senti più vicino a te e meno giudicante. A volte non serve spiegare tutto quello che si prova, basta una piccola apertura per accorciare distanze importanti.
Alzare muri ci fa sentire forse più protetti ma anche tremendamente soli. Non sono importanti le etichette dei disturbi, quello che ci sembra centrale è il tuo malessere, e la consapevolezza che hai deve essere per te una grande risorsa. Magari potresti vedere se nella tua scuola c’è uno sportello di ascolto psicologico. Interfacciarti con un esperto e avere uno spazio neutro dove poterti raccontare siamo sicuri ti aiuterà a fare maggiore chiarezza.
Un caro saluto!

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