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L’osteopatia serve ai bambini, non a ideologie e interessi di ordine personale

 

In tanti anni di attività nella professione di aiuto per i bambini, sono sempre rimasto stupito dalla capacità dei bambini di comprendere le situazioni e degli adulti di mostrare un’assenza totale di comprensione di ciò che accade ai bambini stessi. È vero che proponiamo l’osteopatia da 18 anni e per noi questo è un vanto, perché è dimostrato che abbiamo compreso prima degli altri cosa potesse essere utile ai bambini. Attualmente l’osteopatia viene praticata in numerosi ospedali e ambulatori pediatrici in Italia e all’estero. Di tutte queste informazioni verrà poi postato un elenco dettagliato ad uso di chi non ne conosce addirittura la diffusione dell’intervento osteopatico nelle strutture sanitarie.

Il valore dell’osteopatia, specialmente nei bambini con un disturbo dello spettro autistico, è nella possibilità di comprendere situazioni che causano in loro un dolore o una difficoltà che ovviamente non riescono ad indicare. Pertanto è un grande aiuto perché risolve difficoltà come la plagiocefalia etc., consentendo al bambino di essere maggiormente ricettivo agli approcci terapeutici. I risultati dell’osteopatia sono visibili ovunque, la grande cosa è che non servono 30, 40 o 50 sedute di fisioterapia per ottenere risultati. Sono bensì estremamente poche le sedute, diradate e sicuramente nonviolente. 

Per chiarezza, l’osteopatia non è prevista nelle indicazioni regionali per poterla effettuare in regime di convenzione. Quindi l’intervento osteopatico presso i nostri centri riguarda l’osservazione ai fini dell’indicazione dell’eventuale problema. Ciò viene effettuato prima di essere preso in carico il bambino, senza addebitare nessuna spesa al Servizio sanitario nazionale. Se vi dovesse essere necessità di un intervento osteopatico, certo non è a carico del Servizio sanitario nazionale ma è a nostro carico in quanto tutte le attività che svolgiamo  nei nostri centri a favore dei bambini – dalle visite specialistiche agli esami strumentali, come l’elettroencefalogramma, potenziali evocati etc. – sono effettuate all’interno del percorso riabilitativo (ovvero dalla presa in carico) senza alcuna spesa da parte della famiglia. Inoltre, ricordo che dalle linee guida presentate nel 2011 vi è stata una grande apertura a livello mondiale ad approcci notevolmente diversi da quelli elencati 9 anni fa nel sopracitato documento, che già allora erano molto discutibili. Questi metodi, infatti, sicuramente non hanno ottenuto quei risultati promessi nelle linee guida e da associazioni interessate, a differenza degli altri approcci che hanno invece fatto emergere grandi risultati con tempi e modalità totalmente diversi. 

Per quanto concerne le evidenze scientifiche, credo che se i bambini migliorano, vivano più sereni e tranquilli, ecco la più grande evidenza scientifica che ci possa essere. Resto comunque sempre più costernato nel pensare che lettere di questo tipo siano indirizzate al ministro della salute, sono richieste non a favore dei bambini ma di proprie ideologie e interesse di ordine personale.                                                         

 

                    

 

  Federico Bianchi di Castelbianco

Direttore dell’Istituto di Ortofonologia – IdO

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