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Il bambino è l’artista perfetto, sintetizza in segni idee e desideri

Magda Di Renzo e Francesco Boni dialogano su ‘Prospettive d’arte’

Roma, 10 aprile – È sbarcata online la mostra virtuale ‘Prospettive d’Arte’ promossa dall’Istituto di Ortofonologia (IdO). Un percorso artistico con quattro gallerie differenti, “iniziato già da qualche anno, che abbiamo deciso di pubblicare online per tentare di rendere visibile, laddove possibile, il talento artistico di bambini, ragazzi e giovani adulti con disabilità”. A presentare l’iniziativa è Magda Di Renzo, psicoterapeuta responsabile delle terapie dell’IdO e di questo progetto, a colloquio con lo storico dell’arte Francesco Boni.

   In questo senso, “la precisazione da fare è che nonostante in passato ci sia stata un’idea un po’ romantica sulla predisposizione particolare dei bambini con disturbi dello spettro autistico- continua la psicoanalista junghiana- gli studi attuali dimostrano che la percentuale di possibili artisti nella popolazione autistica è uguale a quella della popolazione normotipica”. La scienza conferma che “per quanto riguarda l’area psicotica- precisa Di Renzo- un abbassamento delle difese e delle strutture irrazionali dell’Io libera maggiormente i processi creativi interni”. Inoltre, nel disturbo dello spettro autistico, ricorda la psicoterapeuta, “il non essere condizionati socialmente e culturalmente permette l’espressione di forme arcaiche”.

   Se è vero che ogni bambino è un’artista, il problema è come rimanere tale quando si cresce. “Diceva così Pablo Picasso e gli dò ragione- continua il critico d’arte Boni- È vero che il bambino è un artista, essendo anche l’espressione più sincera e autonoma rispetto al condizionamento che si subisce dai sistemi sociali e culturali. La vera libertà, quindi, il vero artista, lo troviamo proprio nel bambino, ovvero in quella che a me piace chiamare sincerità interiore”, che poi da adulti si smarrisce. “Noi-continua il critico- da adulti abbiamo sempre qualcosa da nascondere, dobbiamo apparire. Il bambino è, invece, l’artista perfetto”. Non a caso “il mantenere quella purezza, quella capacità creativa nel tempo, è ciò che spaventa un artista che si afferma. L’arte, spesso, permette di guardarsi nell’anima, nell’interiorità. E quella pulizia mentale è una caratteristica propria dell’infanzia”.

 

Con questa mostra virtuale l’IdO vuole traformare l’invisibile in visibile. “Quello che noi possiamo definire un malato psichico- spiega Boni- magari conoscendolo attraverso l’arte potremo capirlo di più. Entrare nel suo mondo e lui nel nostro”. Bisogna allora ripensare l’arte di modo che “l’artista sia artista. Non considerarla, dunque, come conseguenza di diversità o normalità- aggiunge la psicoterapeuta- Non abbiamo mai detto di Van Gogh che aveva problemi psicotici ed era un artista. Era solo un artista”. È concorde lo storico: “Dove sia possibile individuare determinati livello di talento”, occorre valutarli come arte in quanto tale.

   Tra le opere in mostra, difatti, “ci sono obbiettivamente uno o più talenti- ammette Boni- alcuni mi hanno letteralmente impressionato. Quelli dei bambini sono stati i miei preferiti, con la capacità di sintetizzare in pochi segni un’idea, un desiderio, una facilità di comunicazione essenziale- sottolinea- Alcune opere sono molto emozionanti”.

   Le quattro gallerie virtuali promosse dall’IdO sono state realizzate grazie alla collaborazione con il labortorio ‘Ultrablù’, che fa dialogare i giovani con l’arte outsider, l’associazione siciliana ‘l’Oasi di Torretta Onlus’, che promuove e produzioni artistiche dei giovani con difficoltà nell’area neuropsichica, il ‘Centro Municipale Sao Goncalo’ che a Rio De Janieiro segue 200 bambini con autismo e, infine, con la ‘Casa das Palmeiras’, uno spazio aperto a pazienti provenienti da ospedali psichiatrici per lavorare attraverso l’espressione artistica.

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