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Famiglie e Fase Due. Castelbianco: a settembre assisteremo a un aumento dei problemi genitori-figli

Il direttore dell’IdO interviene alla trasmissione ‘Uno Mattina in Famiglia’

“A settembre assisteremo a un aumento dei problemi relazionali tra genitori e figli, perché in questo momento il tasso di conflittualità si è innalzato. Siamo quasi arrivati all’indifferenza”. A dirlo è Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva e direttore dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), intervenuto alla trasmissione Rai ‘Uno Mattina In Famiglia’

“Siccome non siamo abituati a stare con i figli e ad avere con loro un dialogo, o un litigio costruttivo, piano piano genitori e figli si stanno allontanando. Questo aumento di conflittualità durante la quarantena lo abbiamo visto- prosegue Castelbianco- poiché continuiamo a seguire i ragazzi. Abbiamo ricevuto fino a 5.000 domande che denunciano questa difficoltà”. Lo psicoterapeuta, però, chiarisce subito: “Non c’è colpa, in quanto non eravamo abituati a stare con i figli. Il lockdown ha invertito la situazione: prima sapevamo che avremmo dedicato un piccolo spazio di tempo allo stare insieme e poi tutti liberi; adesso è il contrario. Trascorriamo un grande lasso di tempo insieme e pochissimo è quello che resta alla libertà personale”. Una nuova dinamica che ha “alterato i rapporti familiari- spiega l’esperto- e ha portato ad un aumento di rigidità e di scontri molto forti”.

Secondo Castelbianco “sarà importante, con l’arrivo dell’estate, cercare di allentare questa situazione e poi a settembre fare in modo che i docenti e la scuola ci aiutino. I professori sono gli elementi esterni che si trovano tra i genitori e gli studenti- ricorda lo psicoterapeuta- ma dobbiamo sapere che la situazione resterà difficile soprattutto per le famiglie”.

Per aiutare i genitori a mantenere costanti i livelli di calma, dolcezza e fermezza in famiglia, “la cosa più semplice da fare- consiglia il direttore dell’IdO- è dichiarare la propria difficoltà. Già ammettere ai figli che il cresciuto nervosismo che coabita in famiglia è una realtà, è un modo per abbassare la tensione. Adesso che è possibile passeggiare al parco, è opportuno che genitori e figli escano in modo da avviare un rapporto slegato dai litigi in famiglia e non condizionato da quanto è accaduto nei due mesi precedenti. Il periodo della quarantena è stato davvero pesante- conferma lo psicoterapeuta- e anche se gli adolescenti hanno rispettato le regole e sono stati bravi, l’essere bravi rispetto alle regole non significa che dentro casa poi ci sia stata grande armonia. Tutti comunque erano nervosi”.

Castelbianco è consapevole che “recuperare queste difficoltà relazionali non sarà facile. Anche prima dell’epidemia i ragazzi parlavano poco con i genitori, adesso lo faranno ancora meno, pensando che così eviteranno di litigare. La situazione si sta un po’ cristallizzando”. Per incoraggiare il dialogo occorrerà, quindi, ammettere le difficoltà, ma a farlo per primi dovranno essere gli adulti. “Gli adulti devono fare il passo verso il figli e dare l’esempio- conclude lo psicoterapeuta- dovranno affrontare i figli, spiegare le difficoltà che stanno vivendo insieme e cercare insieme una soluzione. Dovrà essere una cosa privata, intima, e non pubblica familiare, altrimenti la situazione si complicherà ancora di più”.

16/05/2020

 

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