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Castelbianco: Le scuole non sono focolai, la loro chiusura è un problema enorme

Il direttore IdO: Preoccupa il ritiro sociale dei ragazzi, pochi escono di casa

“Stiamo affrontando tutti un’esperienza molto dura. I ragazzi in particolare hanno già provato, da marzo in poi, gli effetti della chiusura delle scuole con conseguenze negative. Dobbiamo ribadire che le scuole non sono focolai e non sono il problema del diffondersi del virus. La loro chiusura causerà problemi enormi di cui vedremo i danni nei prossimi anni”. Lo dichiara Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), intervenuto ai microfoni della trasmissione ‘L’Italia s’è desta’ su Radio Cusano Campus.

Per spiegare meglio la situazione attuale “dobbiamo calcolare che se abbiamo mille persone in una scuola e nell’arco di 2/3 mesi ne troviamo trenta positive, queste, in virtu’ di tutte le regole che si devono rispettare all’interno degli istituti, non portano contagio alle altre 970. Il problema invece è fuori dalle scuole- sottolinea lo psicoterapeuta- per strada e sui mezzi pubblici. Spesso vediamo tanti ragazzi stipati su autobus o metropolitane, senza il rispetto delle misure di sicurezza. Questo vuol dire che i ragazzi possono portare il virus a scuola dopo essere stati contagiati all’esterno”.

Nel corso della puntata, lo psicoterapeuta dell’età evolutiva, affronta anche il tema del ritiro sociale: “È un problema fortissimo tra i giovani- denuncia Castelbianco- spesso si parla in maniera negativa di movida, ma la realtà è un’altra. A Roma abbiamo 500 mila giovani e di questi solo 10 mila escono e si incontrano. Non mi preoccupo di questi ultimi, visti come trasmettitori di virus- conclude il direttore dell’IdO- io sono piu’ preoccupato per i 490 mila che restano a casa e tendono a non uscire”.

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