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Autismo: un futuro nell’arte

Presentazione del libro a cura di Paola Binetti il 14 ottobre 2019 - Istituto Luigi Sturzo di Roma

L'ARTE PUO' RESTITUIRE PACE AI RAGAZZI CON AUTISMO E ALLE LORO FAMIGLIE

“L’arte ci parla e ci interpella”. È un inizio fuori dalle righe quello di Paola Binetti, senatrice Udc e curatrice del libro ‘Autismo: un futuro nell’arte”, in occasione della presentazione del suo testo a Roma.    

L’autismo e’ una condizione in crescita, mano a mano che aumentano le diagnosi aumentano anche la varieta’ delle manifestazioni della sindrome. In questo momento- continua la senatrice- Greta e’ la persona con autismo piu’ conosciuta al mondo, smuove le piazze e parla alle Nazioni Unite. Porta un messaggio potente con una forte determinazione. Questo ci colpisce nell’autismo: la sua tenacia”.

L’autismo ci dice che “non conosciamo le cause e quindi deve esserci nel contesto in cui viviamo qualcosa che lo attiva. Ci sono manifestazioni di tipo genetiche, ma non sono mai le stesse. Inoltre, sono mutazioni mai riproducibili. L’autismo ci dice che siamo davanti a un quadro per il quale non possediamo farmaci- aggiunge la neuropsichiatra- ne’ un’unica terapia, ma grazie all’arte scopriamo che si puo’ comunicare. L’arte puo’ restituire pace ai ragazzi con autismo e alle loro famiglie. C’e’ un oceano di ricchezza in loro”.

‘Medicina e Frontiere’ e’ il nome dell’associazione che ospita la presentazione del libro nell’Istituto Luigi Sturzo a Roma. “Nella grande ricchezza della nostra avventura questa associazione ci ricorda che dobbiamo sempre fare i conti con il senso del limite: una difesa, ma anche una garanzia di liberta’. L’autismo ci insegna proprio questo, cio’ che sembra un ostacolo- conclude Binetti- in realta’ e’ una opportunita’”.

LA DIAGNOSI NON SEMPRE È CONDANNA

“La sfida di chi lavora sull’autismo in un’ottica globale e’ anteporre il bambino al disturbo, per comprendere un tipo di funzionamento altro. Il quadro di comprensione del disturbo e’ cambiato, la diagnosi non sempre  

necessariamente porta con se’ una condanna”. Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell’eta’ evolutiva e responsabile del servizio Terapie dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), porta la sua esperienza del lavoro con i bambini con autismo alla presentazione del libro a cura della senatrice Paola Binetti, a Roma.

“Oggi si parla di spettro perche’ si rispetta la gradualita’ della sindrome- continua la specialista- e sempre oggi alcuni miti sull’autismo sono stati sfatati: non necessariamente il disturbo si associa al ritardo mentale. Nel Dsm 4 (il manuale diagnostico e statistico sui disturbi mentali) l’autismo era associato ad una percentuale del 74% di ritardo mentale, che nella revisione successiva e’ scesa al 40%. A mio avviso- sottolinea Di Renzo- puo’ scendere ancora”.

I bambini autistici mettono “sotto scacco sia gli educatori che i terapeuti, perche’ presentano un deficit nella relazione e nella comunicazione che sono i due strumenti su cui verte la terapia. Includiamo allora la difficolta’ degli adulti che non sanno confrontarsi con un modo altro di essere”, consiglia la terapeuta.

 Il secondo mito da sfatare sull’autismo e’ pensare che “questi bambini, non avendo empatia, avessero anche una minore capacita’ emotiva. Il problema e’ opposto- afferma Di Renzo- sono bambini schiacciati da un’emotivita’ che non riescono a canalizzare. Lo sforzo e’ capire come questa emotivita’ viene espressa. Le stereotipie possono, allora, assumere un valore esistenziale e non devono essere eliminate prima di essere comprese”.

Il modello evolutivo a mediazione corporea Derbbi (Developmental, Emotional regulation, Relationship and Body-Based Intervention) dell’IdO, denominato progetto Tartaruga, “si sofferma proprio sulla dimensione della lentezza, non ci sono miracoli. Con dei percorsi lenti e diversi questi bimbi hanno grandi possibilita’ di andare avanti. Temple Grandin, una nota autistica adulta, definisce l’autismo un modo di funzionare per dettagli, che ha dei limiti nell’organizzare il mondo in una sintesi ma- aggiunge la psicoterapeuta- per questo motivo i soggetti con autismo manifestano delle capacita’ artistiche che un normotipico fatica a raggiungere”.

Mentre la Scienza procede dall’individuale al generale, i grandi artisti vanno dal generale all’individuale e poi all’unico. “Dobbiamo portare avanti parallelamente queste dimensioni per capire quando un certo processo rischia di diventare patologico- avverte la studiosa- ed e’ inoltre importante evitare di nasconderci dietro etichette prima ancora di aver capito di cosa si tratta”.

Sta quindi cambiando lo scenario dell’autismo. “Da 35 anni lavoro con bambini autistici- racconta Di Renzo- prima arrivavano a 5 anni, adesso entro i 2 anni di eta’. Stiamo conducendo una ricerca per descrivere l’andamento del nostro modello terapeutico e osserviamo che i bambini che prendevamo in carico fra i 3 e i 4 anni di eta’ ci impiegavano 4 anni per raggiungere un buon risultato. Quelli, invece, che arrivavano entro i due anni, raggiungevano lo stesso risultato in due”.

L’autismo e’ un disturbo del neurosviluppo che chiama in causa una molteplicita’ di fattori dello sviluppo. “E’ molto arcaico e i primi segni si possono vedere gia’ a 3 mesi- fa sapere la terapeuta- ma la lettura del rischio non deve essere confusa con una precarizzazione delle diagnosi. Non si puo’ dare una’etichetta prima dei due anni, ma possiamo vedere i segni di rischio. Abbiamo il 35% dei bambini che rispondono positivamente al nostro modello basato sulla relazione corporea, che aiuta i genitori a trovare le giuste sintonizzazioni. Mamme e papa’ devono essere aiutati perche’ il bambino non attiva autonomamente la responsivita’”. Fortunatamente la letteratura scientifica riporta optimal outcome (buoni risultati). “Prima si pensava fossero legati ad un errore diagnostico iniziale- conclude Di Renzo- oggi si e’ capito che non e’ cosi. Lo sforzo e’ quello di capire cosa significhi buon esito della terapia, in ogni caso i miglioramenti sono possibili”.

'CAPOLINEA', IL LIBRO SULLE RELAZIONI UMANE DI UN RAGAZZO ASPERGER

Un viaggio nelle relazioni umane fino all’ultima fermata. È ‘Capolinea. Aller et Retour’, un libro disegnato a mano, con diverse tecniche: penne, matite e pennarelli hanno riempito le sue pagine. La particolarita’ e’ che gli autori sono due: un ragazzo con la sindrome di Asperger, Eugenio Ranieri, e Sara Conti, un’artista normotipica, che vive in Belgio. Il luogo che ha permesso l’incontro di due artisti solo apparentemente cosi’ lontani – lui outsider, ‘speciale’, lei insider, normotipica- si chiama ‘Ultrablu’: e’ un laboratorio artistico romano, ma anche un esperimento continuo.

“È uno spazio che conferma il successo nel coniugare l’arte giovane e l’arte outsider- spiega alla Dire il  cofondatore del centro, Virgilio Mollicone- lo abitano 15 ragazzi, sia normotipici che con disturbi del neurosviluppo, e stanno crescendo tutti in maniera straordinaria. In Ultrablu avviene cio’ che non e’ pensato, perche’ si mette a frutto proprio il dono naturale dei ragazzi con autismo: l’imprevedibilita’”. ‘Capolinea’ e’  “un modo di osservare e  percepire le diverse conversazioni tra la gente- precisa Eugenio- e’ un’ispirazione che ho avuto nel corso della mia infanzia, per raccontare come vivono e cosa si dicono le persone nei mezzi pubblici in diverse parti del mondo, dalla Francia alla Germania, dall’Inghilterra all’Italia passando per la Spagna. Le lingue che abbiamo usato sono tante”.

Nel libro “si e’ creato un gioco tra interni ed esterni- aggiunge Mollicone- Eugenio, amando disegnare gli autobus e i tram, ha lavorato esclusivamente sulla parte esteriore, sulle immagini degli esterni, giocando proprio sul concetto interno-esterno. Ha sviluppato la parte outsider. Sara Conti ha, invece, lavorato sugli interni”.

L’ultima fermata dell’autobus e’ nella natura. “Le persone scendono e si perdono nella natura e nell’ultima tavola ci sono solo alberi- rivela il professore- perche’ nella natura non c’e’ ne’ un dentro ne’ un fuori. La conoscenza toglie tutte le infrastrutture che dividono gli artisti, superando le definizioni di outsider  e insider, interno ed esterno. Sono artisti- conclude- punto e basta”.

I video della giornata

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Paola Binetti
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Magda di Renzo
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Libro Capolinea

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21/22 Marzo 2015
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